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Volpi: "La Sampdoria in C non esiste. Ora bisogna fare quadrato e lavorare duro"TuttoB.com
ieri alle 16:42News Doria
di Emanuele Massa
per Sampdorianews.net

Volpi: "La Sampdoria in C non esiste. Ora bisogna fare quadrato e lavorare duro"

L'ex capitano della Sampdoria Sergio Volpi ha parlato ai microfoni di tuttob.com della difficile situazione in casa blucerchiata:

“Dall’esterno è sempre difficile fornire una valutazione, bisognerebbe essere dentro per avere contezza di quelli che sono i veri problemi di questa squadra… Prima di Semplici, ci sono stati altri due allenatori ma le cose non andavano meglio. Probabilmente la Samp è vittima di un blocco mentale dovuto alla situazione che si è creata, ora bisogna fare quadrato e lavorare duro per uscire dalle sabbie mobili della bassa classifica”.

Sulla panchina del Doria si sono avvicendati tre allenatori importanti (Pirlo, Sottil e Semplici), tutti con esperienza in Serie A, nessuno dei quali però è riuscito a trovare la quadra. Evidentemente sono stati commessi errori anche in sede di costruzione della rosa… “Credo che le colpe vadano suddivise tra tutti: società, ds, allenatore e giocatori. Non può essere sempre l’allenatore il capro espiatorio: anche i giocatori devono assumersi le loro responsabilità, perché la rosa della Samp è di prim’ordine. Probabilmente manca qualcosa, oppure c’è questo blocco psicologico di cui dicevo che non consente loro di esprimersi al meglio delle potenzialità”.

Un’eventuale retrocessione in Serie C, categoria nella quale la Samp non è mai stata, quali ripercussioni potrebbe avere a livello societario? “Sarebbe un disastro: vorrebbe dire ripartire da zero un’altra volta… Non voglio nemmeno immaginare questa eventualità: la Sampdoria in C non esiste, con tutto il rispetto per le altre squadre che stanno lottando per salvarsi. Penso in primis ai tifosi – sabato a Marassi erano in 25mila –, che hanno passato anni difficili e grazie all’avvento della nuova società speravano potesse aprirsi un ciclo importante. E invece per il momento non è così. Ma una retrocessione sarebbe deleteria anche per l’immagine del calcio italiano”.